Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Guardarti alla tua sola luce.
Guardare il corpo nel suo divino
oziare, sospeso al filo sottile
d'un piacere inconsistente e impenetrabile.
È bello quando chiude in sé
ogni spiraglio, quando appena
lo veste l'abbaglio della pelle:
così astratto mistero che quasi
m'appare non vero, nel darsi
all'aria, ai rumori d'insetto, a tutto
l'oscuro fuorché a me. Darsi e sottrarsi
sospeso ancora a quel filo, avvolgente
e nascosto nell'alcova multiforme
della mente. Tu sola ti sai, sguaini
silenziosa una lama o un sorriso,
luccicano perle di sudore
giù per delicati pendii, pulsanti,
mentre dorme la vita delle strade...
Il vento passa come un ladro.
E quante immagini davanti agli occhi
socchiusi e intenti, di predatore. Chi sei
meravigliosa sfinge, un puro nome,
che sempre illudi il contatto delle cose?
Quale membrana impalpabile tra il sogno
si tende e la veglia? dove precipiti
la stanza? Che strana eco mi giunge
con il tuo respiro, che sembra imprigionato in te, prigioniero felice! La vista
allora s'offusca, s'intorbida il sangue,
e con la notte ecco avanza la certezza
che non voglio appartenere a un tempo
fuori dal tuo tempo;
il desiderio d'essere irreale
della tua momentanea,
irraggiungibile realtà.